“Una stanza tutta per loro. Cinquantuno donne della letteratura italiana” A cura di Alessio Romano e Ale di Blasio, Avagliano Editore 2018.

Una stanza tutta per sé moltiplicata per cinquantuno scrittrici italiane contemporanee. Cinquantuno modi di stare, prima ancora che di scrivere, di modi di abitare il proprio corpo, il proprio immaginario, gli spazi quotidiani della casa o quelli estemporanei dei bar, degli aeroporti, delle strade e perfino delle piscine.

Quando ho visto per la prima volta questo libro, in una libreria, ho avuto un tuffo al cuore: sembrava parlarmi direttamente, tirarmi per il cappotto. Sono decenni che i pensieri sullo “spazio per lo scrittore/scrittrice e per la scrittura” mi abitano: pensieri fitti e variegati, esaltati e a volte scoraggiati, che mi hanno accompagnata lungo una vita di traslochi, di abitazioni provvisorie, di convivenze la cui fine implicava sempre un altro trasloco, di ritorni alla casa materna e ripartenze. Un cammino con molte soste, a volte impervio e a volte benefico.

Questa lunga serie di pensieri è stata anche il carburante interiore che mi ha spinta, nell’estate del 2006, ad iniziare il cammino di scoperta delle Writers Houses, o Résidences d’Ecrivains, che in molti paesi europei ospitano – a volte con sfarzo e mobilio antico, a volte in spartane camerette – gli scrittori e le scrittrici inquieti/e. Per caso ho scoperto, appunto nel 2006, il Baltic Centre for Writers and Translators sull’isola svedese di Visby, in pieno mar Baltico. Mi sono letteralmente innamorata di questi luoghi che offrono a tutti, con munifica accoglienza, anche agli scrittori che non hanno case di villeggiatura o magari non hanno per nulla una casa e sono costretti a coabitare, la possibilità per un mese di sentirsi pienamente a casa, di scrivere e leggere nella propria camera ma anche di oziare o conversare in varie lingue con gli altri ospiti, ricavandone nutrimenti e spunti preziosi per le scritture future. Da allora, folgorata sul cammino,  ho iniziato una lunga esplorazione e ricerca sulle Residenze Creative. Ne sono scaturiti due libri, e un sito web, che poi è quello che state ora visitando per leggere queste righe. E chissà cos’altro verrà fuori…

Accolgo quindi con gioia le Residenti Creative che Alessio Romano ha intervistato e Ale di Blasio fotografato, nelle loro case sfarzose o modeste, nei loro bar, nelle loro abitudini e nei loro rituali di scrittura. Sono scrittrici famose o appena emerse nel panorama editoriale, alcune le conosco bene, per lunga frequentazione, altre le ho viste per la prima volta far capolino da queste pagine. Sono cinquantuno ma avrebbero potuto essere 101, come nella raccolta di storie zen o nella carica dei 101 cuccioli dalmata…

 

 

 

Sono, nell’ordine in cui compaiono nel libro: Dacia Maraini, Licia Troisi, Lidia Ravera, Rosella Pastorino, Teresa Ciabatti, Wanda Marasco, Veronica Raimo, Melissa Panarello, Marilù Oliva, Simona Sparaco, Flavia Piccinini, Francesca Serafini, Federica De Paolis, Nadia Terranova, Alessandra Racca, Sandra Petrignan, Francesca Scotti, Antonella Lattanzi, Gaia Manzini, Caterina Bonvicini, Camilla Costanzo, Francesca Bonafini, Chiara Barzini, Annarita Briganti, Silvia Cossu, Alessandra Montrucchio, Francesca Bertuzzi, Loredana Lipperini, Francesca Genti, Carmela Scotti, Camilla Baresani, Gaja Lombardi Cenciarelli, Elena Varvello, Lorenza Gentile, Eleonora Sottili, Grazia Verasani, Yasmin Incretolli, Angela Nanetti, Daniela D’Angelo, Alessandra Sarchi , Patrizia Rinaldi, Lidia Riviello, Giulia Blasi, Francesca d’ALoja, Giusi Marchetta, Carmen Pellegrino, Paola Barbato, Vivian Lamarque, Barbara Alberti, Maura Chiulli, Donatella Di Pietrantonio.

 

Tiziana Colusso, scrittrice ed esperta di Residenze Creative.