Il nome Studio Leonardi “ zu spät? ” che ho dato al mio studio di Trastevere, luogo situato alle pendici del Gianicolo e perciò stesso carico di simboli e suggestioni, trovato e ottenuto quasi per caso, par hasard, come nella migliore tradizione, rivela la mia immediata volontà di farne uno “spazio aperto” ad incontri, attività, piccole mostre e chiacchiere, anzi – più nobilmente- conversazioni, intorno all’arte, alla poesia, alla musica, alla letteratura, al teatro … ma rivela nel contempo anche i miei dubbi. Il primo dei quali salta agli occhi, ed è quello, come dire, anagrafico: non sarà troppo tardi per me, che non sono più una ragazzina (benché io pensi a me stessa come a una vecchia bambina)? Il secondo dubbio, rivelato e insieme sfumato dal punto interrogativo, è relativo al momento storico presente…non sarà comunque troppo tardi rispetto all’imperante indifferenza ai valori “altri” rispetto al consumismo, al potere, alla barbarie che si affaccia ogni giorno di più alle soglie del nostro mondo globale? Ma io sono una vecchia bambina ottimista, e quindi ho iniziato ad affiancare al mio lavoro appartato, segreto, personale, una serie di iniziative trasversali, a proporre temi che magari non vengono affrontati nelle gallerie d’arte … e questo come gesto di fiducia verso il futuro, come affermazione di una speranza fragile ma tuttavia consapevole che mi porta a cercare rapporti non saltuari con il quartiere, con i visitatori occasionali, che magari sono quelli che non varcano frequentemente le porte degli spazi tradizionalmente dedicati all’arte.

E devo riconoscere, con soddisfazione e orgoglio, perdonatemi, che lo Studio Leonardi “zu spät?” sta diventando sempre più quello che è nella sua vocazione, non solo luogo di lavoro ma anche di incontro e di confronto tra artisti, tra artisti e critici, tra chi fa professione di artista e chi dell’arte è, o dovrebbe essere, fruitore, tra chi lavora con le immagini e con le parole, con la testa, con le mani…cioè a tutti quelli che sono in vario modo interessati a ricostituire il triangolo perfetto (occhio, cuore, mano) che garantisce un sano e sereno rapporto con la realtà… e così accade anche che i “vicini di casa non addetti ai lavori” entrino e vogliano saperne di più, facciano domande, guardando Kunst works e sfogliando libri e cataloghi…e magari anche quadri…

Silvana Leonardi, artista e operatrice culturale