Il 24 gennaio il progetto Atlante delle Residenze Creative è sbarcato a Milano, alla Casa Museo Alda Merini di Via Magolfa, nella zona bohémienne dei Navigli. Già nei mesi scorsi avevamo avuto occasione di ospitare nel sito un articolo proprio sulla Casa Museo Alda Merini – Casa delle Artiste, curato da Diana Battaggia e Cinzia Marulli. Erano di nuovo loro due a presentare il 24 il volume nella saletta incontri della bella sede a due piani, e insieme a loro c’era Donatella Bisutti , poeta, saggista ed esperta di Writers Houses, che ha visitato in vari paesi europei. Pubblichiamo qui il suo originale e profondo intervento sul volume “Residenze & Resistenze Creative”:

 

 

“Si tratta di un libro straordinario che mi ha entusiasmato. Un libro da cui promana una tremenda e meravigliosa energia. E’un libro non racchiuso in una cornice, ma in movimento, veramente un libro “aperto”, un libro di esperienza e di ricerca  che dà l’idea del mondo in evoluzione in cui viviamo, un mondo contraddistinto da chiusure ma anche da straordinarie aperture attraverso le quali  l’individuo sta cercando nuove risposte.In questo libro c’è anche una straordinaria unità che nasce si direbbe per assurdo proprio dalla molteplicità e diversità delle voci che lo compongono. E sono tante, 25. Questa unità nella diversità è nata nella mente di Tiziana Colusso,che si è mossa in diverse direzioni e su diversi piani  ma partendo  da un’idea base creativa che lei ha condensato nelle parole ispirate al verso di Holderlin: abitare poeticamente il mondo.

Io ho creduto di individuare in questo libro tre direttrici o meglio tre tematiche fondamentali che  naturalmente sono connesse fra loro, anzi sbocciano una dall’altra, ma cercherò qui di analizzarle una per una. La prima è il luogo. L’essenziale importanza nella nostra vita del luogo. Tema su cui io stessa ho riflettuto nel tempo. Il luogo come nostro cordone ombelicale con l’universo e  come fonte di energia che influenza chi lo abita e chi lo sceglie. Il luogo , e il nostro rapporto con il luogo, cioè l’abitare, è il tema di fondo, il palcoscenico su cui si muovono coloro che hanno contribuito al libro con i loro scritti, e anche le persone che abitano i loro scritti.Anche noi stessi in quanto lettori siamo invitati a salire su questo palcoscenico nella prospettiva di poter diventare a nostra volta attori. Questa idea del luogo come  metafora assoluta  trova il suo  rispecchiamento nella prima parte del titolo: Residenze. Residenza da risiedere, non solo sostare, ma fermarsi abbastanza a lungo da farlo proprio, da introiettarlo. In questo libro i luoghi sono i più diversi, alcuni concretissimi, altri al limite dell’astrazione, del virtuale:  si va da un villaggio da abitare in condivisione a un atelier d’artista, da una biblioteca alla virtualità di uno spazio di lavoro protetto o di cura. Un’altra idea che mi ha trovato in assoluta consonanza con il libro, e non è un caso perché anch’io come Tiziana ho dedicato molto tempo alla filosofia taoista e alla pratica della meditazione zen, è il concetto di vuoto, in completa opposizione con quello che vuoto significa per noi occidentali in una visione nichilista. Uno dei “luoghi” indicati in questo libro è appunto la via del taoismo. Vuoto che nel pensiero buddista significa enorme ricchezza, possibilità infinite: e di questo vuoto il libro è permeato. In questo senso si può dire  che esso ci propone proprio il vuoto.

Il secondo tema portante del libro è quello di voler ricostituire un tessuto di condivisione sociale in un’epoca storica che ha visto sgretolarsi  le comunità tradizionali, quelle dei villaggi e delle piccole comunità cittadine in cui esisteva una vita collettiva che rendeva tutti partecipi dei problemi e delle necessità comuni e al suo posto ha visto invece aumentare in misura esponenziale la solitudine dei singoli. Contro questa solitudine questo libro/progetto ci propone la ricostruzione di un tessuto sociale non con un ritorno alla tradizione  ma attraverso una ricerca , per ciò stesso un atto creativo, di forme sociali nuove non più basate sull’appartenenza etnica e territoriale ma ideale: si tratta di attuare forme di partecipazione collettiva definibili, secondo le parole di Manuel Olivares, “comunità di intenzione”. E’ chiaro che al centro di tutto questo c’è una proposta di creatività, ed è questa creatività che definisce il vivere “poeticamente” il mondo – da poiein, fare, e quindi creare – non abitandolo passivamente ma dandogli forma.
Il terzo tema che  amplia e raccoglie  gli altri due  è quello che  giustifica  e spiega la parola Resistenza del titolo.

Questo libro si oppone infatti all’omologazione oggi imperante che genera appiattimento nella società e isolamento e conseguente depressione nei singoli, incitandoci a dare valore alla diversità e alla solidarietà. In questo senso questo libro è una forma di resistenza ma anche una provocazione: perché ci propone di TORNARE INDIETRO ANDANDO AVANTI cioè non propone non di ristabilire dei valori ritornando al passato ma  di guardare avanti, al futuro, e cioè di opporci alla modernità dell’omologazione con i mezzi della modernità , sfruttando anche i nuovi mezzi della tecnologia.

 Da qui deriva il suo dinamismo che propone forme nuove adeguate ai tempi come l’ecovillaggio e il co-housing. In questo senso il libro è una miniera di suggerimenti, di idee stimolanti che ciascuno di noi è chiamato a fare sue e a sviluppare ulteriormente. E’ un libro da tenere a portata di mano e sul quale ritornare approfondendo volta a volta  un diverso argomento, contesto e proposta. In sintesi è  un libro che ci invita a scoprire e a fare nostro un nuovo mondo possibile, non disumano, ma  creativamente e “poeticamente” umano.

   Donatella Bisutti