Seguo Beppe Sebaste, scrittore e poeta, sin dagli anni ’90, dal suo libro Porte senza porta. Incontri con maestri contemporanei,  pubblicato da Feltrinelli nel 1997, che incrociava a suo modo i miei  interessi per i maestri e i luoghi della meditazione.  Per questo l’invenzione de La Stanza, come luogo di condivisione di arte, linguaggi e meditazione, non mi ha stupita, anzi mi è sembrato lo sbocco naturale di quel particolare filone del pensiero e della pratica letteraria di Beppe Sebaste. Ho visitato La Stanza nel dicembre del 2016, invitata per un evento collettivo, insieme a Maria Grazia Calandrone, Giovanni Fontana ed altri.

Mi piacerebbe però che della stanza parlasse il suo inventore, Beppe Sebaste, e quindi riporto intanto – in attesa di un suo scritto ad hoc per il nostro sito – la presentazione del progetto che si trova sul suo sito, http://www.beppesebaste.com/apre-la-stanza-ci-cieli-dappertutto/

Tiziana Colusso

 

Tutta l’infelicità degli uomini viene

dal non saper restare tranquilli in una stanza

(Blaise Pascal)

    La notizia è questa:  che apre uno spazio (privato ma anche aperto al pubblico) alla cui realizzazione mi sono dedicato negli ultimi mesi, e che spiego succintamente qui sotto. La Stanza (ci sono cieli dappertutto) è un luogo per le arti, un laboratorio di pratiche e linguaggi. Un luogo di creazione, ma anche di ricerca e di raccoglimento, di felicità, di pellegrinaggio. Un modo di giocare con la verità.

L’idea della Stanza è sorta naturalmente, scoprendola dietro i tramezzi e i controsoffitti, e  cercando di riportarla alla sua bellezza e purezza originaria. Ne ho parlato cercando complicità con amiche e amici (senza le quali e i quali mai nessun pensiero è possibile, né tantomeno degno di una forma) o ora la gestisco insieme ad amiche, amici  e collaboratori (al sito in costruzione www.stanza.cloud,  stanno lavorando Enrico Romano e Franny Thiery).

L’idea è questa. Quattro volte l’anno, per la durata di una stagione, viene scelto un tema che artisti, poeti, scrittori, video-maker, filosofi e pellegrini sono invitati a esplorare e sviluppare in diverse direzioni. Nel corso dell’evento stagionale si susseguono esposizioni collettive e personali, letture, laboratori, seminari, performance, concerti, giochi, proiezioni di film e altre iniziative pertinenti. Altre iniziative interstiziali posso comunque accadere.

Tema di apertura della Stanza è la stanza stessa, il concetto di stanza. Perché “stanza”?

A partire da Dante, “stanza” non indica più solo lo spazio in cui il poeta elabora la propria ispirazione e il proprio “fantasma” – il proprio dialogo con l’Assoluto – ma il nome della forma stessa della poesia.    Essa è il luogo simbolico di un andirivieni tra interno e esterno, tra visionarietà privata ed esteriorità pubblica, proprio come lo strano destino e la buffa peripezia, oggi sempre più astratta e de-realizzata, che è fare e pubblicare testi, fare e mostrare opere, etc. etc. Ammesso che l’entrare in una stanza non sia stato già da sempre un modo per uscire, la ricerca di un’estasi. Estasi: l’uscire in un’entrata senza fine.

Ci sono cieli dappertutto. Ci sono stanze dappertutto.

Beppe Sebaste

Stanza – Ci sono cieli dappertutto
Via del Campanile, 13,
05035 Narni TR
sito: http://www.stanza.cloud/
emaiil: info@stanza.cloud