13 novembre 2017 Assemblea Cittadina

Frequento la Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara da decenni. Prima ancora, avevo frequentato il Governo Vecchio, casa delle donne pioniera aperta dalle nostre sorelle maggiori. Per la mia generazione, e per quelle successive, la Casa per antonomasia è quella di via della Lungara, vicina al carcere ma sinonimo al contrario per le donne di libertà, partecipazione, condivisione. Alla Casa ho partecipato a dibattiti, ho ascoltato, ho bevuto e mangiato, ho osservato e fotografato, ho accompagnato amiche alla Foresteria L’Orsa Maggiore, ho donato miei libri alla Biblioteca, ricevuto in dono libri altrui, ho partecipato della libertà di singole, di coppie, di gruppi larghi. E stasera, ho applaudito e fischiato in questa Assemblea Cittadina convocata per “resistere, resistere, resistere” al tentativo di sfratto del Comune di Roma, che è anche e sopratutto tentativo di cancellazione di una lunga storia politica, culturale e di apertura al territorio.

Nei prossimi giorni ci saranno incontri interlocutori con il Comune di Roma, e io vi continuerò a raccontare del passato del presente e dell’auspicabile futuro della Casa Internazionale delle Donne, chiedendo anche le testimonianze di donne che sono state importanti per la Casa, e tutte insieme vogliono far sentire le loro voci contro questo infausto sfratto. Intanto mi consola pensare  alle tante che eravamo, e in particolare a qualche amica che ho visto, Igiaba Scego, Grazia Francescato, tante donne delle Biblioteche di Roma, delle Associazioni, tante artiste e tante studentesse giovani, mescolate con grazia timida alle madri bianche e combattive del movimento femminista. Di certo questa “crisi” – come è già nell’etimologia della parola crisi – può e deve essere per le donne romane e non solo l’occasione per riflettere sul presente e sul futuro, per rilanciare i programmi, ritrovare le reti tra donne, aprirsi al territorio, offrendo al quartiere e alla città ulteriori servizi, spazi di incontro, consultori sanitari e legali, oltre ai servizi già attivati. In qualche modo la Casa può diventare un polo di riferimento nel panorama socio-culturale romano, di certo non brillante in questi ultimi anni.