Eclettica, colorata, trafficata, Buenos Aires è una scoperta continua di luoghi d’antan che la rendono metropoli unica e affascinante se si è bibliofili alla ricerca di posti magici e “libridinosi”.

Almeno tre i posti imperdibili: il caffè/museo Tortoni in Avenida de Mayo 825, fondato nel 1858 e luogo di ritrovo di grandi pensatori, scrittori e artisti del calibro di Borges, Pirandello, Gardel e molti altri; la libreria de Avila (un “corner bookshop” in Adolfo Ansina 500, a due passi da Plaza de Mayo e la più antica della città, aperta nel 1785) e, chicca fra le chicche, il teatro Gran Splendid, ora la più bella libreria della catena di librerie argentine El Ateneo e, pare, la seconda libreria più bella al mondo dopo quella di Maastricht, nei Paesi Bassi, ricavata nella cappella gotica di un monastero domenicano del 1294.

Ma torniamo a Buenos Aires! Il teatro Gran Splendid fu inaugurato nel 1919 per volontà dell’imprenditore austriaco Max Gluksman – promotore del cinema e del tango – e vedeva al suo interno quattro palchi e una platea dalla capacità di cinquecento persone. Nei suoi giorni gloriosi il teatro ospitò tangueros del calibro di Carlos Gardel, Roberto Firpo e Ignacio Corsini. Nel 1929 smise la veste di teatro e divenne il primo cinema di Buenos Aires con proiezioni sonore.

Dopo alterne vicende dovute a seri momenti di crisi economiche, nell’anno 2000 l’architetto Fernando Manzone curò la sua conversione in libreria della catena El Ateneo, scongiurando il pericolo della demolizione!

Oggi, agli amanti della lettura, basterà varcare le porte a vetri dell’edificio situato in Santa Fè al 1860, nel quartiere della Recoleta, per entrare in un paradiso popolato da più di 120.000 titoli accuratamente ordinati per genere negli scaffali che si trovano lungo tutte le pareti e nella platea.

Il piano terra e i primi due piani sono dedicati ai libri, nel terzo troverete un’ampia scelta di musica classica e film d’autore, mentre il quarto e ultimo piano è riservato alle esposizioni temporanee, quando ve ne sono.  L’interrato è dedicato alla letteratura infantile e alla musica in generale.

Come dicevo, non si tratta di una comune libreria, dove entrate, scegliete un libro e pagate prima di uscire. Qui, numerose poltroncine permettono di sedersi comodamente a leggere qualsiasi volume, senza obbligo di acquisto. Incredibile ma vero, potete passare tutto il tempo che desiderate nella magica cornice del teatro, sfogliando le pagine del volume da voi scelto, magari affacciati a uno dei balconi di granito.

Last but not least, non dimenticatevi di alzare lo sguardo per ammirare la grande cupola centrale che l’artista italo-argentino Nazareno Orlandi dipinse nel 1919 per celebrare la fine della Prima Guerra Mondiale. L’affresco rappresenta un’immagine allegorica della pace.

Se poi la lettura vi dovesse far venire appetito, potete sedervi in uno dei tavolini della zona ristoro, ricavata nel palco centrale, e trovare riparo sotto l’antico sipario rosso, che oggi rimane sempre aperto, magari vicino a un bellissimo pianoforte nero a coda, pronto per essere suonato dai musicisti di passaggio.

Maria Concetta Distefano

(scrittrice)