La “residenza creativa e luogo interiore” di Francesco Testa e Cristina Làstrego

Entrare nella casa di Francesco Testa e Cristina Làstrego (inossidabile coppia nella vita e nel lavoro) è come regalarsi un sogno, l’attraversamento di uno specchio che porta alla scoperta di un mondo fantastico.
I padroni di casa sono persone amabilissime e squisite e mi mostrano, con orgoglio bambino – non a caso declinano la fantasia in tutte le sue forme, dai libri illustrati alle sculture e i disegni, dalle animazioni alle applicazioni per I-Pad – i tanti locali disposti su più piani, ciascuno con un’anima propria.
È un posto bellissimo, “magico”, dico, e Francesco e Cristina, abbassando la voce, mi confidano che anche loro credono di vivere in una casa “speciale”.
Si trova in riva al Po, a Torino, nel quartiere della Madonna del Pilone ed è, di fatto, un vecchio mulino del ‘600 con le travi di legno, il pavimento di cotto (così come le scale) e archi di pietra. Una volta c’era anche la pietra per la macina che adesso non c’è più. E proprio intorno a questa macina si è sviluppata la vicenda/leggenda della “Bambina Miracolata”, Margherita Molar, del 1644.
“Caduta nei vortici creati dal Mulino nelle acque del Po”, mi racconta Cristina, “la bambina fu miracolosamente salvata dalle preghiere della madre che si rivolse alla Madonna del Pilone e gliela fece riavere sana e salva sollevata dai vortici del fiume e riportata a riva da una barca”.


Ma non è tutto. La casa di Francesco e Cristina confina, su due lati, con altre due case “speciali” perché in una c’è un appartamento che fu domicilio torinese, per qualche tempo, di Emilio Salgari, e, nell’altra, vive Ernesto Ferrero, al timone del Salone del libro di Torino per venti anni, giovanissimo redattore all’Einaudi, traduttore, scrittore, dirigente editoriale. “Con Ernesto Ferrero e sua moglie”, mi dice Cristina, “attraverso un ‘buco’ nella parete, avvengono spesso scambi culinari di prodotti dalla Valtellina e dalle Langhe”.
Ma andiamo agli ambienti di questa casa “creativa” oltre ogni dire. Il portone d’ingresso si apre su un open space al cui centro campeggia il plastico del setting dell’ultima produzione animata dei Làstrego e Testa, la loro ultima creatura: Marco Polo, già “sbarcato” in Cina con le sue avventure rivisitate dalla penna e dai colori di Cristina.

http://www.lastregoetesta.it/it/produzioni/marco-polo

A sinistra della porta, in una stanza “rientrata”, un locale di accoglienza con tanto di tavola imbandita con tè profumati e “baci di dama”. Ovunque, alle pareti, gli innumerevoli esempi della fantasia ed eclettica creatività di Cristina: gatti stralunati, elettrici e sogghignanti; draghi fiammeggianti; guerrieri e condottieri realizzati con “materiale di recupero” di ogni genere: bottoni, passamanerie, stoffe, merletti, CD, componenti elettronici.
Ai piani superiori, cui si accede percorrendo scale alle cui pareti occhieggiano ancora e ancora opere coloratissime e inusuali della creativa della coppia – Cristina – si trovano varie postazioni (anche super moderne con computer all’avanguardia) di questa casa-bottega, casa-laboratorio che è tutta una fucina di idee meravigliose nella quale lavorano anche molti giovanissimi aiutanti “molto più bravi di noi con i computer”.


Al piano interrato c’è una sala proiezione che permette di vedere in anteprima, su uno schermo, le animazioni pronte a essere inviate alla Rai o in Cina o in altri esotici luoghi.
Se si dice che le case hanno un’anima, questa ne ha una (o forse più d’una) bellissima, sfolgorante, luminosa, abitata com’è da questa coppia capace ancora – e da sempre – di guardare al mondo con l’occhio incantato di un bambino che sa farsi interprete di sogni e fantasie senza limiti.

Le foto allegate a quest’articolo sono state scattate da me e ho il permesso dei padroni di casa di utilizzarle qui per rendere più “visuale” l’articolo su questa magnifica “residenza creativa e luogo interiore” allo stesso tempo!

http://www.lastregoetesta.it

Maria Concetta Distefano