Esistono a volte, dentro realtà urbane da grandi metropoli super dinamiche e iperattive, luoghi magici, d’antan, capaci di trasportarci nel passato ed emozionarci per la loro singolarità e la loro bellezza. E sono proprio emozioni di sorpresa e nostalgia quelle che si provano se ci si ritrova a passeggiare con ammaliata indolenza nelle strette viuzze acciottolate e fra le case basse di Borgo Vecchio Campidoglio a Torino. A due passi dalla fermata “Bernini” della metropolitana o sulla linea diretta del tram 13 (fermata “Risorgimento” in Piazza Risorgimento) che arriva dal centro città o dai quartieri ovest.

In origine borgo operaio e di botteghe artigiane (molte ancora attive), Borgo Vecchio Campidoglio è sorto a partire dalla seconda metà dell’Ottocento poco oltre la cinta daziaria dell’epoca e, in quel periodo, era un territorio adibito alla coltivazione agricola e al pascolo.

Oggi è un quartiere multietnico, rilassato, tranquillo. Un vero e proprio “borgo” – un centro abitato dotato di una sua precisa identità – all’interno della grande Torino. Alcune viuzze sono diventate isole pedonali e ricordano un po’ Montmartre a Parigi. Già in primavera esse si popolano di tavoli all’aperto e ombrelloni messi a disposizione dai numerosi bar, pub, osterie, piole e trattorie del quartiere e risuonano dei rumori tipici di chi fa un mestiere antico: calzolaio, falegname, biciclettaio, ferramenta, tappezziere, ecc.

Ma il fascino di Borgo Vecchio Campidoglio non si ferma qui.

Grazie al MAU – Museo d’Arte Urbana di Torino – le facciate di molte casette e edifici sono adesso depositarie di splendidi murales che hanno fatto del borgo il primo museo di arte contemporanea all’aperto in un centro urbano in Italia. È un percorso a cielo aperto con più di 150 opere ed è visitabile gratuitamente.

Nato nel 1995, grazie ad un progetto di riqualifica del borgo, nel 2001 il MAU ha ottenuto l’inserimento nel circuito “Carta Musei”.  Le opere sono in continuo mutamento, restauro e creazione grazie a progetti promossi periodicamente dall’associazione.

Oltre alle opere murali, il percorso include le “Panchine d’Autore”, panchine decorate in omaggio alle opere di Mondrian, Mirò, Picasso, tanto per citare solo alcuni dei Maestri di riferimento, e include la “Galleria Campidoglio”, una raccolta di installazioni protette da teche di plexiglas.

Tramite il sito del Museo è possibile prenotare visite guidate, in bici e con artista.

Nel 2016 è nata la collaborazione con l’associazione Onlus “Volonwrite” che organizza itinerari studiati appositamente per persone con difficoltà motorie, rendendosi disponibile anche come aiuto e supporto logistico (per prenotazioni: http://www.volonwrite.org/mau).

Maria Concetta Distefano, scrittrice

Daniele D’Antonio, fotografo,  è autore delle immagini delle opere del MAU – Museo d’Arte Urbana di Torino, riprodotte nell’articolo