PREMIO LETTERARIO DONNE TRA RICORDI E FUTURO

La III EDIZIONE 2016-2017 si è svolta tra il Monastero di Camaldoli e il Monastero San Giovanni Evangelista Monache Benedettine Camaldolesi di Pratovecchio Stia (AR)

 

24 giugno 2017- Monastero di Camaldoli (AR)

Nella cornice naturale del Parco delle Foreste Casentinesi e ospite del Monastero di Camaldoli si è svolta la cerimonia delle premiazioni del concorso Donne tra ricordi e futuro, preceduta da una visita guidata da Don Ugo, sulla storia e le bellezze artistiche del Monastero.

Marco Dané ha condotto brillantemente l’evento, con l’estro che lo distingue, mettendo tutti a proprio agio, premiati e ospiti d’onore, alternando gli uni e gli altri in modo tale da creare una vivace interazione tra loro.

Ha dato il benvenuto il Sindaco di Pratovecchio, Nicolò Caleri, soffermandosi sulla peculiarità del Casentino, con i suoi monti definiti i monti dello spirito, fonti di ispirazione nel passato e nel presente, come dimostrano anche le biografie di alcuni premiati. Grazie dunque alle manifestazioni culturali, un’occasione importante per un’approfondita conoscenza di questo territorio, forgiato dalla presenza di monasteri, in particolare quello ospitante, che hanno operato in stretta relazione con le popolazioni.

Maria Concetta Cassata, Presidente del Comitato unico di garanzia del MiBACT (Ministero Beni Culturali e Turismo) ha letto il messaggio dell’O.le Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, convinta sostenitrice delle finalità etiche del premio, che mette le donne in primo piano, quali energia propulsiva della società e custodi delle sue memorie.

Si sono avvicendati l’On.le Donella Mattesini e l’On.le Marco Donati a testimoniare il sostegno delle istituzioni a simili iniziative, che creano una sinergia tra le persone in relazione ai luoghi abitati, stimolano l’accrescimento culturale individuale e collettivo, tema molto caro al premio.

È intervenuto Vincenzo Ceccarelli, Assessore alle Infrastrutture della Regione Toscana, che sostiene simili iniziative per promuovere la cultura e la conoscenza di un territorio un po’ marginale, qual è il Casentino, ma non meno suggestivo di altri. La presenza di monasteri e castelli ha configurato il panorama di cui godiamo, definito di croce e di spada. Il Presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, manifesta apprezzamento per le finalità del premio e augura che trovi ulteriori consensi tra partecipanti e istituzioni.

L’assegnazione dei premi inizia dal settore ROMANZIIl terzo premio è assegnato a Bagliori tra le nuvole di Antonella Giordano, che Luigi Saitta definisce come Un libro sui drammi privati, sulle dolorose esperienze di due donne e sul loro coraggio nell’affrontare e superare tutte le avversità che si presentano. L’autrice riferisce la veridicità della storia narrata (in parte romanzata, per ragioni di privacy) e sostiene che dietro una grande donna c’è sempre un grande uomo. Il secondo premio viene assegnato al romanzo Le viole dagli occhi chiusi, di Fabrizio Catalano, assente per impegni inderogabili, una storia prima felice di due gemelle, unite da una stretta e dolce dipendenza per la cecità di una di loro, trasformatasi poi in tragedia per l’amore travolgente che nasce tra una di loro e il fidanzato dell’altra. Giuseppe Noviello, ingegnere, giurato per questa sezione, racconta la sua partecipazione al premio fin dall’inizio, e rileva una crescita culturale tra le opere della prima edizione e quelle presentate quest’anno. Il primo premio è vinto da Quand’ero contadino di Giorgio Ceccarelli. Un romanzo che è frutto di ricordi, tra i quali quello dell’odore dei mandarini trovati nella calza della Befana, che consentiva di mangiarli solo una volta all’anno, o un altro, più pittoresco, che vede protagonista sua madre, che per salvare le vacche dalle razzie tedesche, fece attraversare loro l’Arno in piena attaccandosi alla coda dell’ultima vacca. Premia il Sindaco Nicolò Caleri.

Si prosegue con la Sezione RACCONTI. Riceve il terzo premio Anna Cecioni con Il Buio. Si tratta di una rappresaglia dei Tedeschi nel territorio di Poppi, raccontata dalla nonna all’autrice. L’avvocato Eraldo Stefani interviene, rievocando la strage di Vallucciole, un borgo sopra i monti di Stia, (riguarda l’uccisione di oltre 350 Italiani dei borghi dell’Appennino tosco-emiliano, dal 13 al 18 aprile del 1944, tra cui le 108 vittime di Vallucciole di cui Stefani è stato avvocato, N.d.R.). Ricorda che durante il processo si portarono in aula testimonianze fotografiche dell’eccidio, che lasciarono tutti ammutoliti per lo scempio fatto dei corpi e del luogo. Il secondo premio lo riceve Lina Giuffrida, non presente, per Il trionfo dell’ipocrisia. E’ una storia di incomprensioni, di sofferenze e di segreti tra madre e figlia, a causa della tardiva rivelazione della omosessualità materna, nascosta con un matrimonio di convenienza. Antonella Campacci, giornalista, interviene portando i saluti della vice-presidente della Regione Toscana Stefania Saccardi. Il primo premio lo riceve Gerardo Giordanelli, non presente, per il racconto Plaza de Mayo. Maria Concetta Cassata ricorda l’apporto dato dalle donne, madri dei desaparecidos, alla conoscenza dei crimini commessi durante la dittatura in Argentina (1976-1983), di cui furono vittime anche molti giovani di origine italiana. Inoltre, sottolinea la promozione del Museo dell’Arte della Lana presso le scuole, dove vengono mostrati agli alunni gli ormai storici processi produttivi: è un’esperienza in pillole – dice – ma li aiuterà senz’altro ad ampliare le loro prospettive future”.

Si prosegue con la sezione POESIA. Il terzo premio è assegnato a Laura De Luca, per Dove finiscono i gesti. L’autrice afferma: “i gesti finiscono anche in un’opera d’arte come il ferma-carte in forma di tartaruga ricevuto in premio”, opera degli artigiani del ferro battuto alla Rassegna Biennale dell’Arte Fabbrile di Stia. Interviene Maria Pia Cucino, membro dell’International Art & Culture Standing Committee della FIDAPA, che ribadisce l’impegno di trasmettere alle Amiche della FIDAPA la conoscenza del Premio per invitarle a scrivere. Il secondo premio lo riceve Tiziana Colusso per la poesia Pinus Pinea una poesia colta, intessuta di riferimenti scientifici, ricordi e sogno. L’autrice insegna Turismo Culturale in un master a Roma 3, ha scritto un libro sulle residenze di scrittura. Per la consegna è invitato Francesco Pasetto, membro della giuria per la sezione Ambiente, autore di numerosi testi-guida sulle bellezze artistiche, sui sentieri e anche sulle Donne casentinesi; Pasetto ha intrattenuto i presenti sulle qualità spirituali della foresta, che lui ha attraversato palmo a palmo, ricordando come questa foresta sia stata testimone delle Disputationes Camaldulenses tra i grandi dell’epoca, tra cui Lorenzo il Magnifico, Marsilio Ficino, Leon  Battista Alberti. Si disputava, tra i molti argomenti, sul maggior merito, secondo Lorenzo, della vita contemplativa rispetto a quella attiva, di fronte a Dio . Il primo premio lo vince Tiziana Monari per la poesia Il cardellino; poetessa grande viaggiatrice e vincitrice in 11 anni di 12 primi premi con pubblicazione; le consegna il premio l’O.le Donella Mattesini, che esalta il valore della scrittura, sia come momento di ripensamento del proprio vissuto, che come momento di consolazione per sognare, progettare e immaginare un altro futuro, un altro mondo, dove il sogno è già un pezzo della realtà che ci aiuta a costruirla.

Sezione CUCINA IN FAMIGLIA . Il terzo premio lo guadagna Manuela Righi per l’opera: Crisi, vado a vivere in campagna, una testimonianza di un radicale cambiamento di stile di vita, sulla viva eco dei  ricordi dell’infanzia; ne commenta l’opera Marinella Ralli, che ricorda i momenti di riposo durante le passate abbondanti nevicate in Casentino, rallegrate dalle serate in famiglia a sentire storie attorno al camino, in contrasto con il perpetuo movimento di oggi dei nostri ragazzi e si augura che quelle storie ritrovino molti lettori. Il secondo premio va a Giacinta Gasdia per l’opera Il passaggio della cucchiarella da nonna a nipote; “erano ricette sparse, chiuse nel cassetto, eredità di tanti momenti vissuti insieme alla nonna, che il premio ha stimolato a riprendere in mano e riordinare”, ricorda l’autrice. Interviene Maria Cristina Scalese, vice-presidente dell’Associazione Culturale Scrivi la tua storia, che trova consonanza con l’autrice per avere avuto una nonna che ha insegnato anche a lei tante cose; ricorda inoltre la nascita dell’Associazione Scrivi la tua storia, insieme a Lorena Fiorini, per dare un’occasione di futuro ai nostri ricordi, affinché diventino una sorta di arcobaleno tra il passato, il presente e il futuro, per trasmettere i valori che ci hanno formati e che oggi temiamo vadano persi; da quest’anno vi sono invitati anche gli uomini, per avere un contributo da un altro punto di vista. Il primo premio se lo aggiudica Moira Adiutori per l’opera Viaggio in cucina dalla collina al mare. L’autrice ringrazia e puntualizza che le ricette sono: “la chiave narrativa del testo per ripercorrere i valori della famiglia, realtà in cui credo e per cui mi spendo ogni giorno”. Dedica il premio al marito, ufficiale della Marina Militare, conquistato, prima sul veliero “Vespucci”, dove si imbarcò per una crociera premio, e poi con un piatto di lenticchie. Interviene Luigi Saitta, che ricorda la sua adesione al premio in qualità di giurato per la sezione romanzo, dopo le reiterate insistenze della Presidente; ricorda anche la gratuità e la validità delle finalità del premio, a fronte del migliaio di altri premi esistenti in Italia. La sezione cucina, con la partecipazione delle scuole, dà un valore in più al premio, chiamando gli alunni a diventare soggetti attivi della trasmissione dei saperi e dei sapori e come momento prezioso di interazione tra alunni, familiari e scuola. Già un lavoro delle Scuole di Acquapendente e Bolsena ha assunto le vesti di un vero libro nella passata edizione, dal titolo Scuola in cucina, reconsato a quattro mani. Si spera che altre scuole siano invogliate a seguirne l’esempio.

Si arriva alla sezione AMBIENTE. Il terzo premio va a Monica Stravino per il racconto-favola Cuoricino nella terra dei fuochi; l’autrice si sofferma sul carattere didattico della favola che sollecita al rispetto dell’ambiente; il personaggio Cuoricino è il figlioletto, visto come futuro salvatore della sua terra. Interviene Maria Grazia Bianco che si sofferma sul carattere dei suoi studi di autori dei primi secoli del Cristianesimo, notando il cambiamento dei contenuti della lingua tra il prima di Cristo e il dopo Cristo, evidenziato dall’attenzione al valore della persona; quindi, anche se le parole sono le medesime, la lingua si è rinnovata per i nuovi valori, tra cui quello dell’amore, apportati dal Cristianesimo. Il secondo premio lo riceve Maria Grazia De Castro con il racconto A Maria Henriette Kingsley, omaggio e rievocazione di un’esploratrice inglese dell’Ottocento; L’autrice, specializzata nella sostenibilità ambientale, scrive saggi e capitoli di testi su tale argomento; ricorda che nella prima edizione vinse il terzo premio con un saggio sull’eco-femminismo e il racconto presente si pone in continuità con il precedente, evidenziando in entrambi il carattere di donne che non conquistano la natura, ma si pongono al suo governo, per mantenere la sostenibilità nello sfruttamento delle sue risorse. Fernanda Piroci, Presidente della FIDAPA BPW Italy, Sezione Casentino, porta i saluti della sua Associazione e ringrazia la Presidente che ha voluto dare l’opportunità a questo territorio di ospitare il premio; ricorda anche che in memoria del marito, con il contributo dei suoi amici, è stato edificato un ambulatorio a Malindi. Il Primo premio lo guadagna Martina Masiero, per il racconto Camminando tra terra e cielo. In esso l’autrice spiega di avervi messo a nudo il suo intimo e spera che il traguardo di oggi sia una nuova partenza. Interviene Alessandro Bottacci, per 10 anni Direttore delle Riserve Naturali Statali Casentinesi e membro delle giuria nella sezione Ambiente. Ha magnificato l’importanza della foresta, non solo come rigeneratrice e protettrice delle energie fisiche del territorio, ma soprattutto di quelle spirituali, come è avvenuto per l’autrice Martina Masiero.

Ha chiuso le premiazioni la Presidente Lorena Fiorini. Ricorda la frase di Lorenzo il Magnifico Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol essere lieto, sia: Di doman non c’è certezza, che ha soggiornato a Camaldoli nel 1468. Aggiunge che è la memoria che consente di portare con noi cammei di saggezza, di uomini che hanno segnato la storia. Alla Grande Storia stiamo dando il nostro contributo con le nostre piccole grandi storie, storie di famiglia, di momenti altrimenti dispersi, di gioie e anche dolori che cerchiamo di districare per alleggerire il bagaglio umano che attraversa la vita di tutti.

Ringrazia le Istituzioni presenti, in particolare il Comune di Pratovecchio Stia e l’Ente Parco delle Foreste Casentinesi, per l’appoggio e il sostegno donati, l’artista Dalisca e la Biennale d’Arte Fabbrile per la generosità del loro lavoro. Termina con il ringraziamento rivolto agli autori e a tutti quelli che con il contributo e l’entusiasmo elargito, hanno permesso di realizzare un fine settimana degno di essere ricordato. Chiude dando appuntamento all’indomani mattina a Pratovecchio, presso il Monastero delle Suore Camaldolesi, e augura, infine, Buona scrittura al mondo intero.

www.donnetraricordiefuturo.org

 

25 giugno 2017 ore 10,30, a Pratovecchio (AR), Menzioni Speciali al Monastero San Giovanni Evangelista Monache Benedettine Camaldolesi

E’ proseguita a Pratovecchio la cerimonia della consegna delle menzioni speciali, in una sala affollata, nella cornice altrettanto ricca di storia e di arte, in quanto il Monastero delle Suore Camaldolesi è stato il primo nucleo attorno al quale si è formato Pratovecchio dal 1134.

Alba Stella Paioletti ha condotto l’evento, mantenendo sempre viva l’attenzione dei partecipanti, con la spigliatezza che la contraddistingue, chiamando di volta in volta i relatori designati a relazionare le opere menzionate.

Il Sindaco Nicolò Caleri ha dato il benvenuto ai presenti, ricordando le origini del paese legate a quelle del Monastero ospitante, sorto come emanazione al femminile di quello maschile di Camaldoli. Ringrazia Lorena Fiorini e l’organizzazione per aver portato tale iniziativa in questi luoghi che hanno fatto la storia di questa terra e ne sono stati le fondamenta.

Ha introdotto Maria Grazia Bianco, Docente Emerito di Letteratura Cristiana Antica, con una bella citazione dalle Confessioni di Sant’Agostino riguardo al Tempo: Dio è eterno, ma ha creato il tempo, categoria propria dell’uomo, perché lo possa amministrare per forgiare il proprio destino; il passato è ormai memoria immutabile, il futuro è nei nostri progetti e speranze che orientano il nostro agire, ma è imprevedibile; il presente, invece, è nelle nostre mani e in particolare nelle mani delle donne. In sintesi il tempo è una relazione fra gli eventi che passano e l’interiorità dell’uomo che le salva dalla dispersione, le ricorda e le tramanda con la scrittura.

Si inizia attribuendo le menzioni speciali con la Sezione NARRATIVA

al romanzo Al di là del bene e del male di Maria Teresa Vigiani, che racconta l’emancipazione di una ragazza casentinese nel lavoro e nella consapevolezza dei suoi diritti ereditari, rispetto ai fratelli maschi. Le consegna il premio Maria Grazia Bianco;

al romanzo Un uomo autentico di Giacomo Canepa, che vive in Perù; è rappresentato dalla sorella Laura, che commossa interviene, raccontando un episodio, con lei protagonista, dell’emigrazione della famiglia dalla Liguria al Perù, subito dopo la fine della 2° guerra mondiale. Il sindaco Nicolò Caleri, consegna il premio.

al romanzo breve L’anima di Villa Serena di Cinzia Scalise: uno sguardo commosso su una casa di riposo; l’autrice sottolinea che ha partecipato al premio su invito del direttore dell’Istituto per dare visibilità a un settore della nostra società lasciato un po’ in disparte. Le consegna il riconoscimento la Presidente Lorena Fiorini;

al romanzo breve Dedicato a te di Franca Boattini, che è in ricordo del fratello, patito del volo, morto in una missione. Premia l’autrice Antonino Zarcone, storico militare; ricorda gli altri testi pervenuti: Prigioniero di guerra e La storia di Rusella; si sofferma sulle peculiarità dei due racconti; i prigionieri di guerra sono spesso dimenticati, perché i vinti appaiono come colpevoli e non viene loro riconosciuto nessun merito, anzi in un modulo scritto hanno dovuto motivare la loro cattura e quindi è giusto ricordarli. Per il secondo racconto si è soffermato sulla necessità di non lasciar cadere nell’oblio le atrocità della 2° guerra mondiale, a danno delle donne vittime di stupro, che secondo le stime ammontano a oltre 10.000, non solo ad opera degli occupanti tedeschi, ma anche degli alleati francesi, che invece negano i fatti.

Alessandro Busonero, ufficiale della Marina Militare, in servizio come addetto stampa a Palazzo Marina, ha ricordato il collega Mario D’Errico, autore del racconto Prigioniero di guerra, non presente; ha illustrato i compiti della Marina, con i suoi marinai e ufficiali, che con grande abnegazione servono la patria in tempo di pace e lodato l’impegno del premio nel tenere in considerazione anche le storie individuali, che sono un tassello della Storia e che hanno tanto da insegnare.

Eccoci alla sezione POESIA

L’autrice più giovane Claudia Barolo di Poppi è premiata per la poesia La notte. come la meno giovane Anna Maria Artini, assente, per il racconto Una ragazza e basta; non sono presenti Silvia Negri per la poesia Anima, premio in memoria dell’autore Massimo Ferrucci e Nando Maurelli, ipovedente, per L’attesa. Maria Cristina Scalese, dirigente Rai e Vice Presidente Associazione Culturale Scrivi la tua storia, si impegna a consegnare le menzioni speciali agli autori assenti, ai quali si aggiunge Stefania Leone, consigliera dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), con il racconto Il giorno del Civetta.

Proseguiamo con i riconoscimenti alla Sezione CUCINA IN FAMIGLIA

Molto risalto è stato dato al lavoro presentato dalle scuole di Poppi I piatti tradizionali di Poppi con gli alunni-autori presenti, insieme alle insegnanti Morena Cipriani, Marina Biagiotti e la preside Alessandra Mucci, la quale ha illustrato le sinergie che si mettono in moto nei lavori di gruppo, quando anche le famiglie sono coinvolte; un ragazzo ricorda divertito la redazione delle ricette insieme alla nonna. Premia i ragazzi Lisa Bucchi, Assessore alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità di Poppi.

Applaudito l’intervento di Anna Serriello, presidente della FIDAPA BPW Italy di Battipaglia e presidente dell’associazione Clown teraphie, in memoria della figlia Barbara Cavaccini. Lei si è fatta portavoce del gruppo delle socie che ha presentato il ricettario, arricchito da proverbi e usanze: La cucina è la più antica delle arti, perché Adamo nacque digiuno, che assumerà la veste di un libro. Con Anna Serriello interviene Maria Pia Cucino, che continuerà a diffondere il premio, invitando a scrivere le Amiche della FIDAPA BPW Internazionale. Consegna il premio Lorena Fiorini.

Eccoci alla sezione AMBIENTE, inteso in senso ampio

Dell’ambiente teatrale è interprete Lucia Modugno, con il racconto Solare dove intrattiene l’auditorio sul variegato mondo dello spettacolo; premia l’autrice Anselmo Fantoni.

Molto toccante è stato l’intervento di Suor Alvina George, già consorella di Madre Teresa di Calcutta, che conduce vita eremitica nei pressi di Strada in Casentino. Ha elogiato lo stile di vita che ha scelto, dopo anni di servizio agli uomini e di vita comunitaria, per dedicarsi alla preghiera, oggetto del suo racconto: A che serve? Pratica uno stile di vita semplice e autosufficiente col proprio lavoro; premia l’autrice Don Ugo, del monastero di Camaldoli.

Paola Soncini Panerai, Past President della Sezione FIDAPA BPW Italy Roma Campidoglio, interviene per ritirare la menzione speciale assegnata a Carla Tagliaferri per il racconto Lettera al fiume Adige. Premia Lorena Fiorini che ricorda l’impegno delle due Sezioni FIDAPA di Roma sul tema della violenza contro le donne, impegno che ha prodotto il Vademecum Capire per salvarsi.

Per celebrare l’amicizia, che nasce per vie misteriose e fa ritrovare in Campidoglio le persone nel segno della letteratura, fuori concorso è premiato Armando Bettozzi, di Bettona, diventato romano; ha dedicato una poesia in romanesco a Lorena Fiorini e a Gemma Menigatti, Alias Giannetta, anche lei bettonese, diventata pratovecchina. E’ stato anche ricordato l’amico poeta di Pratovecchio Veniero Scarselli. Ha premiato Lorena Fiorini.

Chiude la manifestazione la Presidente Lorena Fiorini ringraziando il Comune di Pratovecchio Stia e l’Ente Parco delle Foreste Casentinesi, il Monastero ospitante per l’accoglienza e il supporto ricevuto, l’artista Dalisca, la Biennale d’Arte Fabbrile, gli sponsor tutti e i collaboratori, per la generosità destinata al Premio. Un ultimo invito è rivolto agli autori a partecipare alla prossima IV edizione del premio, lancia un invito ai presenti a un brindisi accompagnato dalla genuina cucina del Casentino, preparata dalla Pro-loco di Pratovecchio. Il fine settimana nell’Alta Valle dell’Arno volge al termine con il suo carico di storie, che hanno catturato l’attenzione e coinvolto piacevolmente quanti hanno voluto, ancora una volta, accompagnare il premio dell’Amicizia e si sono ritrovati a disquisire sui valori e sul ricordo. Il prossimo appuntamento è previsto a Battipaglia-Paestum, a settembre-ottobre e si sta lavorando per portare il premio in altri luoghi legati alla memoria, fermo restando il “centro di gravità” a Pratovecchio Stia in Casentino.

Loretta Fiorini

www.donnetraricordiefuturo.org